VALUTAZIONE DEL SEGUGIO A SOLO

“Con questo titolo – sono parole di Mario Quadri fondatore della Pro Segugio e suo presidente per 43 anni – non si intende una gara senza significato ma una verifica per una scelta di probanti buoni riproduttori. Cioè come scrisse Gigi Colombi da Soncino “Il singolo in muta”. Un segugio che sa fare tutto da solo, magari bravissimo a cercare, accostare, scovare e inseguire, non dice nulla agli effetti della selezione. Scrisse il giudice francese M.Anty nel suo libro: “Un segugio che sa fare tutto da solo, ma non sa stare in muta, non serve a nulla”. Inutile, quindi, organizzare gare(non prove) per una classifica  intesa alla conquista di un premio”.

“Non è necessario – sottolinea Mario Quadri – giungere allo scovo. Basta controllare il carattere del segugio, il suo comportamento, la sua voglia di lavorare con intelligenza, la rispondenza allo stile e il metodo di lavorare, la voce. Solo quando il nostro segugio risponde a queste prerogative, allora e solo allora , dopo un attento esame del suo passato, potrà essere proposto come probante buon riproduttore o probante ottima fattrice; esame che verrà convalidato dopo il controllo della prole di almeno due cucciolate, derivanti tanto per il maschio che per la femmina da due diversi accoppiamenti”. 

“Inutile – conclude Mario Quadri – perdere tempo in prove che non hanno nessun valore come indicazioni orientative di allevamento”.