UNA SOLA STRADA PER IL SEGUGIO

I segugi italo-francesi non appartengono alla nostra razza. Sono troppe le diversità psico-fisiche. Nel Segugio Italiano fulvo a pelo raso le linee cranio facciali sono sulla divergenza. “Il Segugio Italiano – scrive il compianto commendatore Paolo Ciceri – ha linee leggermente divergenti. Il segugio con canna nasale retta non incorpora la divergenza. E si sa che il segugio con linee di testa divergenti si trova facilitato nel risolvere i problemi dell’usta. Fu scritto che i segugi in possesso di canna nasale rettilinea sono i più inclini a tenere la testa scostata dal terreno. Ma il cane che tiene la testa alta va controllato sul lavoro di cerca dell’usta, di accostamento, nella soluzione dei falli e non quando è in seguita perché qui anche i cani divergenti alzano la testa. La differenza sembra insignificante ma invece è notevole. La voce poi è caratteristica di razza”.

Non è accettabile che Segugi Italiani fulvi a pelo raso dotati di rispondente costruzione corporea emettano voce contrastante ai crismi e vengano ugualmente premiati nelle verifiche zootecniche  con eccellenti, CAC e CACIT.

Nelle esposizioni, nei raduni di razza e nei campionati sociali, manca la prontezza di valutazione; la scelta istantanea del soggetto di vera classe.; l’affermare all’istante una delle qualità di base: l’espressione. Nel Segugio Italiano fulvo a pelo raso lo sguardo è dolce; incute simpatia. 

Al riguardo delle verifiche zootecniche(allora semplicemente prove di lavoro) Paolino Ciceri fu molto chiaro: ci vuole grande attenzione nella stesura della relazione riguardante il turno di prova. “Deve rispecchiare la situazione, l’impressione di adeguatezza al punteggio riportato nella tabella. Troppi sono i giudici che si regolano adattando il punteggio al concetto che si sono fatti del cane in prova o utilizzando la tabellina già compilata di punteggi e qualifiche nascosta in tasca”. 

Non è un caso che delegando alle verifiche la selezione della razza si è tornati punto e accapo.