STILE SINONIMO DI RAZZA

Per stile – recita lo standard di lavoro del Segugio Italiano – s’intende l’espressione nel lavoro dei caratteri fisiologici e psichici del nostro ausiliare: andatura, portamento della testa, voce, metodo di lavoro nelle quattro fasi della cacciata.

Per il maestro Mario Quadri “lo stile dice la razza”. Parole sacrosante! Infatti, il modo di esprimersi  e di comportarsi varia da razza a razza e da singoli soggetti della stessa razza. Quindi, il Segugio Italiano  sia in caccia alla lepre che in prova deve fornire classicità e stile: tipicità di lavoro per uno spettacolo di tecnica ed espressione  che rasenta la pura teoria. 

L’andatura del segugio è quella di un galoppo sciolto, spigliato, leggero, con la testa tenuta aderente al terreno per risalire più facilmente una passata o una traccia. In accostamento sono ammesse anche fasi di trotto alternato al galoppo con intervalli che consentono la riflessione nei momenti di difficoltà dovuti all’emanazione. La coda manifesta con movimenti energici trasversali fino a toccare il costato la gioia e l’allegria per l’incontro utile. A volte il movimento della coda è rotatorio nella prima fase dell’attacco della passata. La testa nella fase di cerca sfiora il terreno mentre nella fase di inseguimento è portata nel vento condizionata dall’andatura. La cerca del Segugio Italiano deve essere volonterosa, fatta di iniziativa e intuito. Il nostro cane deve allargare e incrociare il terreno in modo minuzioso e intelligente. E non deve mai perdere il contatto col canettiere che nella prima fase indirizza la cacciata. La voce deve essere emessa con timbro vivace.  E’ la sintesi del pensiero, lo specchio del ragionamento del nostro segugio che interrompe la voce quando gli viene a mancare l’usta della passata o della traccia. In accostamento il tono e il ritmo si mantengono normali. Con pause più o meno lunghe sulla strada che porta al covo. Qui la voce diviene lamentosa. Sulle doppie  il tono si accentua e emette un grido dall’arme allo schizzo della lepre dal covo. A seguire uno scagno energico, martellante, a piena voce per tutta la seguita, con variazioni vocali a seconda della distanza che separa il nostro cane dalla lepre. Nella seguita deve manifestare spigliatezza, sbrigativo nella soluzione dei falli. Questo è lo stile di razza!!!

L’avvocato Gildo Fioravanti sottolineava che lo stile non è risultanza estetica ma essenzialmente pratica. Il soggetto in caccia  e in prova deve procedere con movimenti coordinati, equilibrati, spigliati. “Tuttavia – dice Fioravanti – lo stile è anche emergenza piacevole d’estremo godimento perché piacevoli sono le cause che l’impongono e sono il segugio stesso. Per questo gradimento che abbellisce grandemente la cacciata, non sono apprezzabili i cosiddetti cani di legno, rigidi nel tronco e nella coda, anche se bravi”. 

Personalmente avvallo il pensiero di chi sostiene che un segugio non potrà mai lavorare con uno stile eccezionale quando non sono eccellenti le sue doti qualitative dal punto di vista fisico. Per cui lo stile è più che sufficiente a determinare il valore della tipicità e della struttura morfologica del segugio. Purtroppo oggi la parola stile ha perso più del 50% del suo peso specifico all’interno della scheda utilizzata dai giudici ENCI per le cosiddette verifiche zootecniche. Prove su lepre che hanno perso credibilità per poca preparazione del corpo giudicante e degli stessi concorrenti. Più che una verifica una gara di paese che ha solo lo scopo di arrivare ad una classifica che mai tiene conto del lavoro selettivo, della razza!!!!!

La morfologia ha il suo peso ma vista nel contesto di funzionalità: stiamo infatti parlando di segugi da lavoro.  Per cui si devono tenere in considerazione le caratteristiche che distinguono una razza dall’altra. Il soggetto tipico è il cane bello ma il bello fine a se stesso non ha ragione di esistere. Possedere una muta omogenea per tipicità morfologica e di lavoro, con voci caratteristiche della razza, è il sogno di ogni vero appassionato segugista. Un suggerimento per i giovani seguisti: l’allevamento si costruisce utilizzando femmine con caratteristiche accertate da sposare preferibilmente a maschi ben strutturati che abbiano nel pedigree una storia affine; capaci di riprodurre metodo e stile di lavoro tipico della razza allevata e, per i nostri segugi, una voce squillante; espressione di razza; orecchio triangolare con cute leggera; piede di lepre; pigmentazione corretta; coda con giusto attacco(non eccessivo). Per cui, lo stile è sinonimo di razza.