SEGUGIO DI CLASSE

L’armonia e la nevrilità del Segugio Italiano fulvo a pelo raso, il rapporto tra movimento di coda ed emissione di voce, l’attenzione ma non la dipendenza verso gli altri componenti la muta, la maniera di cercare, accostare, scovare, inseguire la lepre e, non ultimo, l’aspetto estetico, creano il massimo godimento del vero cinofilo-segugista: l’uniformità dei soggetti sia fisica che psichica con giusto risalto delle caratteristiche di razza. 

L’espressione dell’occhio, la forma e taglio dell’orecchio, il timbro di voce con la ricchezza delle vocali, sono i punti fondamentali del nostro vero Segugio Italiano. 

La muta per essere tale deve possedere tante ed irrinunciabili caratteristiche: specificità della razza che concorrono ad un unico fine, la classicità nello scovamento e inseguimento della lepre. Troppe delle mute in prova non hanno questi requisiti. La muta di veri segugi italiani non deve essere formata da cani specialisti ma da soggetti che sappiano parlare la stessa lingua e quindi appartenenti ad un’unica razza; che collaborino nelle 4 fasi in modo coordinato e funzionale esprimendo eccellenze nei diversi momenti della cacciata: applicati singolarmente ma nel raggiungimento di un unico scopo non un gruppo composto da un capo e da soggetti ripetitori o propositivi solo a tratti.  

La muta vera deve essere formata da soggetti completi capaci di muoversi in modo indipendente ma nel rispetto del lavoro d’assieme. 

Ci saranno ovviamente segugi più vocati in una fase rispetto all’altra ma l’evoluzione della cacciata non deve evidenziare sbandamenti, momenti di confusione o di divisione.

Nell’espletamento del lavoro la voce del Segugio Italiano fulvo pelo raso è basilare, è il biglietto da visita dell’individuo. Dalla voce, dal modo di emetterla, il cacciatore erudito, il segugista, sa classificare la razza e stabilire il momento della cacciata. 

La voce è l’espressione del pensiero del nostro segugio con le sue varie riflessioni, specchio di un ragionamento logico.