SEGUGI ABBAIONI, SEGUGI MUTI

“Molti dei nostri Segugi Italiani – scrive Mario Quadri – sono diventati degli abbaioni(a causa del pesante rinsanguamento con i segugi francesi NDR), cani che fanno del rumore. Persino i giudici francesi nel corso di una delle edizioni di Coppa Europa hanno accusato i nostri segugi d’essere dei chiacchieroni pur riconoscendone il valore. Il fondatore della Pro Segugio però si diceva ottimista in quanto c’erano (e ci sono) buoni e ottimi ceppi di Segugi Italiani che cacciavano (e cacciano) sui campi del nostro stivale. E Ammoniva, in merito alla voce del Segugio Italiano: “Non scartiamo  dall’allevamento cani muti quando sono giovani perché, nella maggioranza dei casi, alla seconda o terza stagione di caccia si riveleranno con il donare la voce solo quando è necessario”. Nei corsi di aggiornamento riservati ai giudici Mario Quadri raccomandava ai colleghi  di non penalizzare un segugio che segnala l’usta solo di coda ed emette scagni solo quando rileva con iniziativa l’uscita dal groviglio della pastura o alla soluzione dei falli della passata che mena al covo: “Al segugio che tace – sono le parole di Mario Quadri – per tutta la fase di accostamento lavorando d’iniziativa, sempre ben collegato coi compagni e col canettiere, perfettamente in mano, e dona voce concitata solo sulle doppie prima dello scovo, non penalizzatelo ma davanti al canile ergetegli, alla morte, un aureo monumento, perché questo comportamento è la massima espressione dell’intelligenza”. 

Nella muta la voce del segugio deve essere significativa dell’azione che il nostro ausiliario sta svolgendo. “La muta – sono parole di Mario Quadri  scolpite nel marmo – non è un coacervo di cani urlanti e latranti ma è come un piccolo organismo sociale dove ognuno parla solo quando è necessario”.  “Ripetiamo fino alla noia che la caccia alla seguita è sinonimo di decoro, di pazienza nel silenzio per gustare l’armonia delle voci dei segugi. Gli esteti sono segugisti ad alto livello culturale; per loro il fucile è solo un mezzo non il fulcro della caccia che fa invece leva sul piacere di godere e ammirare lo stile, il metodo, la classe dei segugi di una muta nell’evoluzione di un lavoro corale ove ogni segugio svolge diligentemente la propria parte. Solo così la caccia col segugio è vera arte.