PROVE E GIUDIZI

Le verifiche zootecniche (o se preferite le prove di lavoro su lepre) hanno come finalità quella di “accertare ed evidenziare” le doti venatorie dei segugi per consentire attraverso la selezione il miglioramento della razza. Ma anche il compito di educare il segugista alle forme più classiche della caccia alla seguita. Due obiettivi che ancora oggi sono ben lontani dal traguardo finale, per la carenza tecnica della stragrande maggioranza del corpo giudicante e per la scarsa cultura, mista ad arroganza, di una percentuale rilevante dei concorrenti. 

Il regolamento ENCI relativo alle prove di lavoro per cani da seguita non ammette ignoranza. Infatti, il giudice di prova deve tenere in giusta considerazione alcuni aspetti fondamentali della cacciata relativamente alla razza di appartenenza dei segugi in esame. Nella prima fase, quella della cerca della passata notturna, il segugio (singolo, in coppia o in muta) deve prendere terreno con meticolosità, passione, naso a terra; mostrare particolare attenzione in quei punti che solitamente la lepre preferisce nel suo vagare notturno. Il nostro ausiliare deve mantenere il collegamento col conduttore. Un metodo di lavoro individuale all’interno della coppia e soprattutto della muta.  I nostri segugi sono in mano anche a 200 metri di distanza e fuori mano a 30 metri dal conduttore. Non fatevi “incantare” da quei cani che lavorano a rastrello davanti  ai piedi del conduttore come fossero telecomandati: sono solo il frutto di un dressaggio teso a limitare l’individualità dei soggetti al solo fine di conseguire facili qualifiche in bandite con numerosa presenza di lepri o di fare carniere nell’immediata vicinanza di strade e ferrovie.

L’accostamento – la seconda fase che va dall’attacco dell’usta fino alla prossimità del covo della lepre -,  tecnicamente, è il passaggio più delicato e difficile che il nostro ausiliare incontra: i falli da risolvere sono innumerevoli, legati alla malizia della lepre ma anche al meteo, alla natura del terreno, alla presenza di strade, alle colture in atto.  Analizzando il comportamento della muta, in ragione dello standard di lavoro, il giudice deve prendere in massima considerazione lo stile di razza; la presenza nella muta( singolo o coppia) di soggetti specialisti che si distinguono in questa fase della cacciata. Ovviamente l’intervento del conduttore dei cani deve essere relativo e non decisivo per lo scovamento della lepre. L’accostamento è un momento vibrante, intenso, risolutivo; non una “passeggiata al profumo di lepre”. La valutazione della voce dei segugi fondamentale per un risultato soprattutto tecnico a favore della razza; la voce che racconta il mistero legato al percorso notturno dell’orecchiona(basta compilare schede con i componenti della muta qualificati con lo stesso punteggio individuale per facilità di calcolo; state a casa se vi costa troppo la concentrazione su questo o quel segugio, chi lavora seriamente nella selezione chiede giustizia!!!!!).

Lo scovo è fondamentale per poter assegnare una qualifica al nostro segugio. “No scovo, no party”. Dopo aver minuziosamente valutato l’usta della lepre, risolto i falli di accostamento, i raddoppi dell’orecchiona e, infine, le doppie prima del covo, con stile di razza, i nostri segugi devono significare la presenza della lepre nelle immediate vicinanze evidenziando tensione, cambi di voce, iniziativa; i più fedeli alla traccia sono impegnati nella soluzione delle doppie, gli altri con testa alta o a mezz’aria per andare direttamente ad “abboccare” la lepre. Comportamenti inequivocabili che indicano al canettiere e al giudice che i cani stanno per scovare. Può essere che la lepre si derubi dal covo, che parta prima dell’arrivo dei cani. Sta al giudice stabilire che i segugi sono sulla lepre che abbiamo visto partire. Il conduttore però non deve sostituirsi ai cani. 

La seguita è sicuramente la fase più esaltante se i cani sapranno incalzare la lepre. Come mi ricordava il commendator Paolino Ciceri: “la seguita si valuta applicando il rapporto tempo-distanza”. Mi è capitato di vedere seguite incalzanti dove in 50 minuti i cani hanno fatto venire i crampi alla lepre; di contro, seguite di alcune ore con l’orecchiona che si fermava senza affanno ad ascoltare i segugi. Nel primo caso aveva percorso più di 20 chilometri; nel secondo neanche la metà. La voce dei nostri segugi deve esprimere la distanza dalla lepre. I falli della seguita devono essere risolti in modo rapido. La seguita, vocalmente, non è un accostamento rapido dove il canettiere riesce a tenere il piede dei propri cani contribuendo alla soluzione dei falli durante l’inseguimento.

Il singolo, la coppia, la muta, devono essere nella nota della prova. Il dressaggio adeguato come il comportamento del conduttore. Se i segugi sono scorretti alla sciolta, fuori mano e non rispondono ai crismi della verifica zootecnica, dopo 10 minuti dall’inizio della gara, possono essere fermati dal giudice.

Il giudice dispone di 200 punti per significare la qualità del nostro segugio: la morfologia, lo stile di razza, la cerca, l’accostamento, lo scovo, la seguita, la voce oltre a 30 punti per evidenziare eventuali difetti. Un giudice competente, attento, vero appassionato, ha tutte le opportunità per evidenziare questo o quel cane meritevole di sottolineatura. E’ quello che chiede il vero appassionato. Compilare la scheda della verifica zootecnica non deve essere solo un esercizio di calcolo matematico. La relazione non un semplice racconto della cacciata, per cui non c’è bisogno di un grande esperto: “scovano o non scovano, seguita incalzante o meno”. La relazione è una nota tecnica che deve favorire la selezione della razza e quindi evidenziare le caratteristiche salienti dei segugi in esame.