L’OCCHIO DEL SEGUGIO ITALIANO

A parere del professor Solaro, primo estensore dello standard del Segugio Italiano, “la testa dice la razza”; il farmacista Cesare Sabbia da Vailate, giudice all’expo mondiale di Verona 1980, aggiunge che “l’occhio, lo sguardo la mettono in evidenza”. 

Solaro, nel suo importante lavoro descrittivo, scrisse che l’occhio del Segugio Italiano dev’essere grande, luminoso, e in posizione semilaterale; che l’angolo interno delle palpebre deve trovarsi a eguale distanza fra il margine anteriore del tartufo e la punta esterna della cresta occipitale. Il bulbo oculare non deve essere né infossato né sporgente. L’iride di colore ocra scuro; le palpebre ben aderenti al bulbo oculare. La rima palpebrale alquanto a mandorla con pigmento  nero. 

Nel giudizio di un Segugio Italiano fulvo a pelo raso l’occhio è molto importante perché fondamentale tra le caratteristiche della razza. Oggi vediamo campioni reclamizzati della nostra razza con grandi occhi rotondi alla francese.

L’occhio deve avere una serie di ciglia sul margine palpebrale con la funzione di proteggerlo. Infatti se le palpebre non sono aderenti al bulbo oculare insorgono processi infiammatori(vedi il rovesciamento della palpebra origine di congiuntiviti o cheratiti per lo sfregamento con le ciglia sul bulbo oppure espone l’occhio ad infiammazioni per i semi che insacca durante il lavoro). Nel caso della terza palpebra può succedere che ha causa di una forte infiammazione insorga una tumefazione grossa anche come un pisello(che va asportata chirurgicamente). 

In conclusione, nella scelta di un Segugio Italiano è buona cosa dare la preferenza a quel soggetto dallo sguardo aperto ed energico perché vi troverete anche intelligenza ed iniziativa.