L’IMPORTANZA DEL RIPRODUTTORE

Fra gli esseri viventi  si sa che il maschio ha riconosciuta importanza nella riproduzione. Il maschio infatti ha l’autorità del capo. Negli animali liberi, bradi, qualsiasi specie è regolata dalla natura mentre gli animali assoggettati all’uomo subiscono il suo volere.

In cinofilia va riconosciuto il valore del riproduttore: è il fattore base per la continuazione efficiente della specie. Il riproduttore, il razzatore necessita di una scrupolosa ricerca a prezzo di qualsiasi sacrificio da parte del segugista ambizioso che non si accontenta mai nel portare vantaggio all’arricchimento del proprio patrimonio zootecnico. 

Cosa intendo per riproduttore? Quel cane tipico morfologicamente dotato di mezzi straordinari? Per essere razzatore un segugio deve possedere la potenza dello stallone ma anche le caratteristiche di specificità e di lavoro e soprattutto la capacità di saperle trasmettere. Il razzatore è merce rara da salvaguardare, da mettere a disposizione dei veri appassionati per il miglioramento della razza. Infatti, perdere tempo inseguendo delle chimere(cani reclamizzati sulla carta)significa perdere la possibilità di generare prodotti di valore. Ricordiamoci che il cane ha vita breve. L’appassionato quando decide di fare una cucciolata dovrebbe orientarsi più sullo stallone affermato che sul campione sponsorizzato. Si deve ricorrere al razzatore che ha generato figli provati. Per la femmina l’attenzione va rivolta a quella che si distingue nel manifestare i caratteri di femminilità, qualità primaria per generare prodotti di classe. I migliori soggetti si ottengono con madri aggraziate con genealogia certa e provata da almeno cinque generazioni.

“La bellezza del maschio – sono parole del commenda Paolo Ciceri – non è del bestione abulico senza vita, di scarso temperamento, ma del maschio aitante, spigliato ma anche prepotente. I caratteri di femminilità sono di grande rilievo: se il maschio ha importanza per il numero dei figli che può generare, la femmina col valore morfologico che trasmette ai discendenti tramanda l’importanza dei caratteri. Le forme devono esprimere linee armoniose; l’andatura facile, graziosa. Testa distinta, cesellata, non grande”.

Fra gli esseri viventi  si sa che il maschio ha riconosciuta importanza nella riproduzione. Il maschio infatti ha l’autorità del capo. Negli animali liberi, bradi, qualsiasi specie è regolata dalla natura mentre gli animali assoggettati all’uomo subiscono il suo volere.

In cinofilia va riconosciuto il valore del riproduttore: è il fattore base per la continuazione efficiente della specie. Il riproduttore, il razzatore necessita di una scrupolosa ricerca a prezzo di qualsiasi sacrificio da parte del segugista ambizioso che non si accontenta mai nel portare vantaggio all’arricchimento del proprio patrimonio zootecnico. 

Cosa intendo per riproduttore? Quel cane tipico morfologicamente dotato di mezzi straordinari? Per essere razzatore un segugio deve possedere la potenza dello stallone ma anche le caratteristiche di specificità e di lavoro e soprattutto la capacità di saperle trasmettere. Il razzatore è merce rara da salvaguardare, da mettere a disposizione dei veri appassionati per il miglioramento della razza. Infatti, perdere tempo inseguendo delle chimere(cani reclamizzati sulla carta)significa perdere la possibilità di generare prodotti di valore. Ricordiamoci che il cane ha vita breve. L’appassionato quando decide di fare una cucciolata dovrebbe orientarsi più sullo stallone affermato che sul campione sponsorizzato. Si deve ricorrere al razzatore che ha generato figli provati. Per la femmina l’attenzione va rivolta a quella che si distingue nel manifestare i caratteri di femminilità, qualità primaria per generare prodotti di classe. I migliori soggetti si ottengono con madri aggraziate con genealogia certa e provata da almeno cinque generazioni.

“La bellezza del maschio – sono parole del commenda Paolo Ciceri – non è del bestione abulico senza vita, di scarso temperamento, ma del maschio aitante, spigliato ma anche prepotente. I caratteri di femminilità sono di grande rilievo: se il maschio ha importanza per il numero dei figli che può generare, la femmina col valore morfologico che trasmette ai discendenti tramanda l’importanza dei caratteri. Le forme devono esprimere linee armoniose; l’andatura facile, graziosa. Testa distinta, cesellata, non grande”.