LA VOCE DEL SEGUGIO ITALIANO

La voce è la razza: emessa con timbro vivace e per tutta la cacciata è espressione del pensiero del Segugio Italiano fulvo a pelo raso.  Il nostro cane attraverso la voce esprime il proprio pensiero, il ragionamento circa il proprio lavoro su lepre. E sospende la voce solo quando gli viene a mancare la passata o la traccia della lepre. 

Attraverso lo squittire e il dar voce con le varie gradazioni, il nostro segugio chiama i colleghi di muta incitandoli alla collaborazione, avvertendo il canettiere del rintraccio dell’usta. 

Inizialmente il cane palesa uno squittio  incerto; poi vocalizza sempre più e, per tutto l’accostamento, il tono e il ritmo si mantengono uguali. La musica cambia, con diversi momenti di silenzio, nell’avvicinamento al covo. Lo scagno energico evidenzia lo scovo; nella seguita la voce si fa squillante e corale.

“I falli – appunta Luigi Zacchetti nel suo “Manuale” – sono i grandi crucci della caccia al seguito; tengono l’animo in sospeso nell’inseguimento, procurano grandi amarezze quando ci portano la sconfitta, ma anche grandi soddisfazioni quando si vincono”. 

I falli, nelle prime due fasi(cerca e accostamento)sono meno difficili da risolvere per il sentore che rimane a lungo a disposizione dei nostri segugi. Le difficoltà aumentano nella seguita vuoi per la traccia leggera che la lepre lascia sul terreno durante la fuga vuoi per le astuzie messe in atto dalla fuggitiva ma anche per l’eccitazione a volte eccessiva della muta che cade in fallo su errori propri più che per le “difese” della lepre inseguita.

Se la lepre si deruba dal covo appena prima dell’arrivo dei cani è più tranquilla  nella fuga e di conseguenza lascia maggior sentore sul terreno: solitamente si assiste a seguite più ordinate da parte dei nostri segugi anche perchè i falli sono meno frequenti anche da parte di lepri femmine che difficilmente lasciano il proprio areale.