LA VOCE DEL SEGUGIO ITALIANO E’ UNICA

Le linee tipiche del Segugio Italiano fulvo a pelo raso devono risultare classiche, così come recita lo standard di razza. La voce è una peculiarità importante. Nel lavoro su lepre la voce del nostro amato segugio è basilare: il biglietto da visita!! Dalla voce, dal modo di emetterla, il segugista esperto sa classificare a quale razza il cane appartiene. Di più: sa stabilire a che punto si trova il segugio nello svolgimento della cacciata. 

“Al paragrafo “voce” dello standard del Segugio Italiano – sono parole del commenda Paolo Ciceri – si specifica che la voce è emessa con timbro vivace e per tutta la cacciata senza sforzo alcuno, essendo l’espressione del pensiero con le sue varie riflessioni, specchio di un ragionamento logico che giunge ad avere l’efficacia della parola. Il segugio sospende la voce ogni qualvolta gli viene a mancare l’usta della passata o della traccia. Con gli squittii e con l’emettere la voce nelle diverse gradazioni, il cane chiama i compagni di lavoro, indi incitandosi a vicenda, avverte il canettiere del rintraccio del sentore”.

Nella cerca dell’emanazione lasciata sul terreno dalla lepre, inizialmente, il nostro ausiliare palesa con uno squittio  l’attacco: uno squittio incerto che si fa sempre più sicuro . Nella fase di accostamento il tono e il ritmo  sono normali e uniformi. Ineguali, invece, con pause più o meno lunghe, sulla pista che porta al covo. Qui la voce diventa quasi lamentosa soprattutto sul groviglio. Sulle doppie il tono si accentua. Alla vista della lepre schizzata dal covo emette un grido d’allarme, uno scagno energico che via via diventa martellante e a piena voce nella seguita. Le differenze evidenziano le caratteristiche della razza:l’ululato appartiene ai segugi esteri! Se nel segugio “italiano”c’è qualche nota anche di leggero ululato vuol dire che nelle vene scorre sangue straniero più o meno allungato.

Dalla voce del cane se ne trae la sicurezza o l’incertezza dell’incontro. La voce energica è associata al movimento vigoroso della coda. 

Si può con tranquillità affermare – scrisse Paolo Ciceri – che per il segugio la sostanza sta, oltrechè nelle doti essenziali di fondo, nella voce e nella coda”.