LA PROVA DI ECCELLENZA PER INCENTIVARE LA RAZZA

Sul finire degli anni Novanta, nel tentativo estremo di recuperare quel poco di Segugio italiano che era rimasto nello stivale, la Pro Segugio incentivò l’organizzazione di “Prove d’eccellenza”. Il protocollo prevedeva che i singoli, le coppie e le mute partecipanti avessero ottenuto l’eccellente sia in prova che in esposizione. Un percorso che, nelle intenzioni dell’allora presidente SIPS Giancarlo Bosio, avrebbe dato nuovi impulsi al movimento a favore del segugio nazionale. “Il segugismo italiano – sono parole del presidente Bosio – nella sua enorme complessità è ancora lontano dall’aver acquisito quella maturità che il nostro ispiratore(Luigi Zacchetti)  sperava si potesse raggiungere in poco tempo, Ancora oggi, in troppi casi, il prelievo della lepre altro non è che un irrispettoso atto venatorio che non ha nulla di nobile. Luigi Zacchetti ha insegnato il rispetto per l’animale cacciato, l’amore per il segugio nella sua più alta espressione cinegetica e il rispetto del prossimo e della natura in genere. Nella regione Lombardia sono stati centrati importanti obiettivi, traguardi insperati fino a ieri per la cinofilia: la possibilità di addestrare i cuccioloni fino a 15 mesi durante tutto l’anno. Una pratica contro la quale, purtroppo, qualche provincia e qualche associazione venatoria, non comprendendone lo spirito, hanno operato un ostruzionismo di basso livello.  Le verifiche zootecniche sono diventate una realtà sulla quale si fonda il miglioramento zootecnico dei segugi”. Purtroppo, nel nuovo millennio, tali obiettivi volti al recupero del segugio e del segugismo sono drasticamente venuti meno per negligenza, incapacità e poco amore per il nostro cane. I verificatori dei nostri segugi(la stragrande maggioranza) non sono stati all’altezza del compito per scarsa conoscenza della materia a solo vantaggio dell’aspetto competitivo dello scarno risultato della cacciata. La classifica il magro bottino da portare a casa, presto dimenticata dai pochi appassionati presenti a bordo campo. Le prove(solamente gare) non richiamano più le folle di appassionati. Certamente sono cambiati i tempi e non c’è stato un ricambio generazionale; ma la Pro Segugio ci ha messo del suo. 

Ben altro clima si respirava in quel di Soncino l’11 e il 12 marzo dell’anno 2000 in occasione di una tra le prime prove di Eccellenza Nazionale e Internazionale con formula promozionale ad ad invito con iscrizione gratuita riservata alle sole mute. Erano presenti i migliori allevatori di razze nazionali ed estere: complessivamente 12 mute al cui interno c’erano campioni di lavoro e di expo celebrati dalle riviste dell’epoca. Per due giorni la manifestazione fu incorniciata da un pubblico numeroso di appassionati provenienti da varie regioni italiane. Anche alcune televisioni locali che ripresero e pubblicarono l’evento intitolato all’architetto Annibal Ferrari, giovane presidente della Federcaccia cremonese morto tragicamente in Canada durante una battuta di caccia all’orso; nell’occasione furono ricordati anche i compianti commendatore Paolo Ciceri e dottor Cesare Sabbia, giudici di grande classe, veri conoscitori del segugio italiano. Il giudizio della prova di eccellenza venne espletato in modo cristallino dagli esperti giudici Bruno Ottino, Egidio Bologna ed Italo Donarini. “Come si fa a dire a questi cani – fu il commento del giudice Egidio Bologna nel corso della prova – di non andare più a caccia. Guardate come cercano e valutano la passata: è una meraviglia!”. Che dire poi  del dottor Bruno Ottino, punto di riferimento del segugismo piemontese il quale, alla soglia degli 80 anni, seguì passo passo la muta del gentleman Pino Goglio da Lodi( prima riserva del concorso e subentrato dopo la rinuncia del pavese Giannino Curone), sia nelle prime 3 fasi della cacciata che nella seguita, esaltata da un riscovo e premiata dalla terna giudicante con l’eccellente, miglior muta della manifestazione. Il pubblico “partecipante”,  prima della sciolta dei cani, incorniciò con motivata curiosità la presentazione-esposizione dei soggetti delle varie mute in prova fatta dal giudice  Egidio Bologna, più volte valutatore nei ring di expo nazionali, internazionali, di raduni di razza e dei campionati sociali. Si fece cinofilia ad alto livello ma in semplicità con un linguaggio accessibile a tutti. Purtroppo tale strada maestra venne abbandonata. Un caso? Negli anni seguenti le cosiddette verifiche zootecniche non furono in grado di dare risposte concrete sul da farsi alle domande dei segugisti-cacciatori. Uno scadimento generalizzato che ha generato solo confronti agonistici; discussioni accese senza costrutto; la disaffezione nei confronti delle prove. Oggi a seguire le varie batterie di cani ci sono solo gli amici più stretti dei concorrenti ma in tanti casi neppure quelli. Non è mai troppo tardi, però, per ricredersi e riprendere il filo che porta al covo; altrimenti vale tutto e non si arriverà mai alla lepre!  La classe giudicante va spronata a dare di più. Bisogna fare dei corsi di aggiornamento aperti anche agli appassionati. Confrontiamoci e collaboriamo per rilanciare tutto il movimento cinofilo e venatorio che si identifica nel sostegno al segugismo italiano, ai nostri cani.