LA GENETICA E LA RAZZA

La chiusura anticipata della caccia in Lombardia, causa pandemia da Covid 19 , ha impedito ai nostri segugi di affermare o di confermare quanto di buono avevano evidenziato durante la preparazione alla stagione venatoria. Altre regioni confinanti, l’Emilia, il Veneto e la provincia autonoma di Trento, hanno invece consentito il proseguo della caccia dopo il 5 novembre grazie ad una migliore capacità organizzativa della politica nell’affrontare l’emergenza. Così, ai seguisti lombardi “reclusi” non è rimasto altro che guardare e riguardare i propri ausiliari “imprigionati” nel canile e di programmare accoppiamenti con stalloni di comprovate capacità riproduttive. Una scelta non facile che deve tenere conto della storia genetica della nostra cagna, comprovata da buoni riscontri tecnico-pratici, da sposare ad un soggetto tipico, dotato di struttura morfologica, distinzione, espressione, di quei caratteri etnici tipici del Segugio Italiano fulvo a pelo raso. “Il tipo ed il buono – amava sottolineare il maestro Mario Quadri durante i convegni focalizzati sulla selezione del Segugio Italiano – deve essere il nostro obiettivo; se poi capita anche il bello, tanto meglio”. 

La scelta dei soggetti da accoppiare è quindi un punto molto delicato che richiede una adeguata conoscenza  della genetica ma anche un colpo d’occhio soggettivo nell’individuare quei segugi che manifestano peculiarità positive a livelli superiori sia delle femmine che dei maschi al centro della nostra attenzione.

Al giovane segugista i nostri segugi selezionati sembrano essere tutti uguali, per taglia, per colore, per tipo: sto ovviamente parlando di soggetti puri frutto di lunga ed attenta selezione. I buoni ceppi presentano caratteristiche simili proprie della razza allevata. Solo pochi aspetti vanno migliorati ma confermando quanto di buono è stato fatto in passato. Il riuscire a migliorare anche i pochi tasselli mancanti consente al segugista allevatore di ottenere cani di grandi potenzialità, il top della selezione della razza. La scelta dello stallone dovrà cadere su quel segugio tipico con discendenti che hanno fatto la storia moderna del Segugio Italiano a pelo raso. 

Sto parlando di campioni veri, di campioni dal punto di vista venatorio e non di specchietti per le allodole. Il vero appassionato deve andare di persona a vedere quel tal segugio impegnato in prova di caccia e verificare se lo stallone in questione è veramente tale. Ma dovrà ricostruire anche la sua storia genetica perché disporre di una fattrice che condivide col maschio alcuni “parenti” nel pedigree è cosa buona per ottenere riscontri oggettivi: infatti, ciò aumenta le probabilità che lo stallone trasmetta geni appropriati che si combinano con quelli della femmina, fornendo due geni favorevoli per ogni caratteristica desiderata.

 

 

Quindi, la scelta dei cuccioli per quanto concerne la tipicità va fatta il giorno stesso della nascita(testa e coda); per quanto concerne la struttura morfologica dai due ai quattro mesi; per quanto riguarda le capacità venatorie dai 12 ai 18 mesi. Se la cucciolata sarà stata positiva, su 10 segugi valutati a 18 mesi, 6 avranno le qualità desiderate. Solo la lepre completerà nei 3 anni successivi la verifica dei migliori. Alla fine, ottenere dai tre ai quattro segugi degni di nota è un successo. Solo seguendo questa traccia è possibile migliorare la razza. Incrociando anche soggetti eccellenti in lavoro ma con genetica di scarsa rilevanza non si va distante: si ha la stessa probabilità di vincere al superenalotto!!!