IL SEGUGIO RAZZATORE

In natura, ma anche nell’allevamento, è riconosciuto che il maschio ha l’autorità del capo. Nel campo della cinofilia va riconosciuto il valore del riproduttore. Il riproduttore, o meglio il razzatore, necessita di una scrupolosa ricerca, a prezzo di qualsiasi sacrificio da parte di chi è intenzionato a mettere al mondo nuovi individui che portino un vantaggio immediato per arricchire il patrimonio genetico.

Ma cosa intendiamo per razzatore? 

Il commendatore Paolo Ciceri sottolineava negli incontri di cinofilia che non basta disporre di un maschio tipico e dotato di eccelsi mezzi venatori per avere un eccellente riproduttore. “Per essere un razzatore – dice Paolino Ciceri – un soggetto deve possedere oltre alla potenza dello stallone spiccate caratteristiche  di specificità e di lavoro e di saperle tramandare. Il razzatore è raro e quando se ne scopre qualcuno bisogna seguirlo con intelligenza perchè perdere tempo significa perdere la possibilità di generare prodotti di valore. Il cane ha vita breve”. Proprio così: il nostro segugio nel migliore dei casi vive venatoriamente fino a 12 anni (eccezionalmente fino a 14 anni). Lo stesso vale per la capacità di coprire le femmine. Ci sono maschi molto reclamizzati, e quindi utilizzati come stalloni, che a 8 anni non sono più in grado di saltare la cagna in calore. Un degrado fisico che si estende alla prestanza atletica per l’esercizio venatorio. Diffidate da tali soggetti. La longevità fisica è uno degli aspetti importanti del bravo razzatore. Solitamente, il cinofilo quando desidera fare una cucciolata si orienta sul cane campione o verso lo stallone che si sia affermato. Ciò però non basta. Si dovrebbe ricorrere al razzatore a quel cane che ha dato figli provati. I soggetti migliori si ottengono con madri aggraziate oltre che di genealogia certa e provata per almeno cinque generazioni.

“Non può sorgere dubbio – era il richiamo dell’avvocato Fioravanti – che i cuccioli ereditano il patrimonio sia dei genitori che dei nonni, dei bisnonni e dei trisnonni; in ragione delle mie esperienze dovrei dire che i nonni sono importanti quanto e più del padre e della madre. Il buon segugio non nasce a caso ma il succoso frutto di selezione. Per prima cosa, però, i cani devono andare a caccia per almeno tre motivi decisivi: 1)perchè è l’unico mezzo per controllarne le qualità; 2) perchè è soltanto con un esercizio intenso che si mantiene o meglio si potenzia l’attitudine a cacciare secondo i canoni della razza e per la specializzazione ad un solo selvatico, la lepre;  3) perchè come l’attitudine s’acquista con l’impegno venatorio, allo stesso modo si perde per desuetudine, con l’ozio (il non portare il nostro segugio a caccia, NDR)”.

Per la femmina l’attenzione va rivolta a quella che marcatamente manifesta i caratteri della femminilità, qualità primaria per generare prodotti di classe.

Se il maschio ha importanza per il numero dei figli che può generare, la femmina col valore morfologico che trasmette ai discendenti tramanda l’importanza dei caratteri.

 

 

(nelle foto il Campione  Italiano, Assoluto e Riproduttore Zar di Pontenizza di Walter Dallapiccola ed alcuni dei suoi figli che evidenziano il marchio di fabbrica)