IL SEGUGIO ITALIANO NEL LAVORO

Nella caccia e nelle prove di lavoro il Segugio Italiano fulvo a pelo raso deve fornire classicità e stile: tipicità di lavoro che rasenta la pura teoria. Secondo il maestro Mario Quadri, il nostro segugio deve essere instancabile con caratteristiche uniche per il sistema di rintracciare la lepre. “Le pause prolungate – dice il fondatore della Pro Segugio – durante l’ispezione del terreno per risolvere intricati problemi, la ricerca della passata notturna del selvatico, l’accostamento, lo scovo e la prerogativa d’inseguire a lungo con costanza e tenacia, lo rendono inconfondibile ed apprezzato dai segugisti cultori della razza”.

Il Segugio Italiano fulvo a pelo raso è un cane pratico, che bada al sodo, ma nel rispetto della classicità. Realizzare significa scovare. Un momento che giunge dopo una fase tecnicamente difficile, l’accostamento, entusiasmante quanto la seguita. Lo scovo è il tratto di unione tra l’accostamento e la seguita, che sono in pari misura la base fondamentale ed estetica della caccia classica alla lepre. Il Segugio Italiano nella sua essenza deve essere un realizzatore: realizzare significa accostare, scovare e inseguire; ma sia nella fase di cerca che di accostamento il segugio deve lavorare con classicità, in stile di razza, evidenziando anche signorilità, minuziosa e dettagliata, con sfumature che esaltano la tecnica e l’intelligenza. La coda, durante l’accostamento, manifesta con movimenti energici trasversali fino a toccare il costato “la gioia e l’allegria per aver trovato un incontro utile”. A volte la coda segue anche un movimento rotatorio nella prima fase di attacco con sentore difficile o a ridosso di strade e fossi. La cerca del Segugio Italiano è volonterosa, piena di entusiasmo, di iniziativa, di intuito; viene eseguita allargando e incrociando il terreno che è ispezionato con minuziosità e intelligenza, ponendo attenzione a tutto ciò che può rappresentare motivo di interesse per le abitudini notturne della lepre in costante contatto col canottiere a cui spettano le decisioni sull’itinerario venatorio. Durante l’accostamento il Segugio Italiano emette la voce con un timbro vivace: è l’espressione del pensiero del nostro amato cane. Le varie inflessioni della voce sono lo specchio di un ragionamento, la sua parola. Il Segugio Italiano sospende la voce quando gli viene a mancare l’usta della passata o della traccia. Appena avvenuto l’attacco dell’usta notturna della lepre il nostro segugio emette uno squittio incerto; poi la voce aumenta e si fa sicura. In accostamento il tono e il ritmo si mantengono pressoché uguali e uniformi; la voce diventa lamentosa sui grovigli. Sulle doppie si accentua. Allo scovo emette un vero e proprio grido d’allarme con uno scagno energico, martellante; squillante nella seguita. La seguita deve essere veloce, incalzante con la soluzione rapida dei falli.  Il nostro segugio deve essere maneggevole.