IL SEGUGIO ITALIANO E’ CANE DA LAVORO

La morfologia ha il suo peso ma vista nel contesto della funzionalità: non dimentichiamoci che stiamo parlando di cani da lavoro. 

Per questo, si devono tenere in giusto conto le caratteristiche che distinguono una razza dall’altra. Il soggetto tipico è il cane bello. Il bello fine a se stesso non ha ragione di esistere. Certo, possedere una muta omogenea per tipicità, della stessa statura e colore, del medesimo metodo di lavoro, con belle e caratteristiche voci, è il sogno di tutti i veri appassionati del cane da seguita, e quindi dei cacciatori.  Se una femmina appartiene ad una corrente di sangue particolare, con spiccate caratteristiche di razza, ma ha una qualifica di Buono in esposizione non va dispersa. L’allevamento si costruisce con le femmine: bisogna farle accoppiare con un maschio idoneo a migliorare le carenze morfologiche della nostra fattrice. Il cane bravo interessa solo se appartiene alla razza che si alleva. Non ci sono compromessi. Personalmente privilegio nelle scelte cani strutturati, molto stilosi, con voce tipica, piuttosto riservati, con movimento di coda rotatorio nell’attacco e laterale in accostamento., con piede di lepre ben serrato, ossatura leggera, cute fine.  Purtroppo anche oggi si trovano molte difficoltà nell’individuare maschi rispondenti allo standard. L’orecchio sembra essere l’unico particolare anatomico necessario per dare una valutazione morfologica di un Segugio Italiano. Di orecchi tipici però se ne vedono pochi.

Ha senso insistere molto su una regione del corpo che ha un’estensione modesta che non ha grande influenza funzionale? L’orecchio, l’occhio espressivo, la voce, sono tre aspetti evidenti che consentono anche ai meno esperti  di identificare  a prima vista un Segugio Italiano fulvo a pelo raso. Di orecchi tipici con cartilagine leggera, rigida, attaccati a livello dell’occhio con attaccatura larga, di forma triangolare, di giusta lunghezza, ce ne sono pochi perché pochi sono Segugi Italiani. 

Il Segugio Italiano fulvo a pelo raso vive ancora oggi grazie alla passione e alla caparbietà di un numero ristretto di appassionati, spesso incuranti delle direttive della società specializzata. Nel recente passato, e anche oggi, si consente il taglio di “segugi migliorati” con razze francesi. Così, per aggirare l’ostacolo, sono stati apportati correttivi allo standard da parte dei “nostri” organi competenti: una chiara ammissione di sconfitta. Le cosiddette verifiche zootecniche non sono il metro ottimale per misurare una razza. Infatti, quasi mai, nelle relazioni dei giudici è evidenziato questo o quel segugio meritevole  di considerazione per la selezione della razza. Il tutto si traduce in una sommatoria di punteggi che non ha riscontri oggettivi sui componenti della muta. Che conta è stilare la classifica. Una gara, non una prova di selezione della razza, dove conta chi insegue più a lungo. 

Se vi interessa un Segugio Italiano fulvo a pelo raso per un accoppiamento devi seguirlo in prova(a caccia se possibile); accertare se ha generato figli in tipo con ben marcate le caratteristiche della razza. Non va trascurato che tra maschio e femmina vi sia assonanza genetica.