GIUSEPPE SOLARO E IL SUO DISEGNO

Presidente dell’ENCI dall’immediato dopoguerra fino alla fine degli anni Cinquanta, Presidente del Kennel Club Internazionale, il Prof. Giuseppe Solaro è stato un grande cinofilo visionario, allevatore di pointer con l’affisso “del Pesio”; realizzò per primo in Italia, a Torino nel 1906, un centro veterinario per piccoli animali. I più lo conoscono per gli studi fatti sul “Il Pointer” poi pubblicati dall’ENCI: circa 120 disegni originali, con mille misurazioni su cani in expo, su scheletri e fotografie; schizzi dove l’autore riassume la propria esperienza per la razza allevata evidenziando anche aspetti fondamentali della razza nelle fasi più significative della cacciata, dall’azione nella fase di galoppo all’espressione del soggetto in ferma. Un lavoro di sintesi  straordinario per rappresentare il “tipo” verso cui dovrebbero indirizzarsi gli sforzi degli allevatori. Un lavoro incredibile valorizzato dalla traduzione dei testi nella “lingua ufficiale “ del Pointer, il Francese.

Nel giugno del 1955 nasce a Cremona la Società Italiana “Pro Segugio” intitolata a Luigi Zacchetti. Il primo incarico ufficiale è quello di dare alla stampa il lavoro di ricerca effettuato dall’allora Presidente dell’ENCI Giuseppe Solaro, sulla falsariga  dello “studio sul Pointer”. La scommessa della SIPS per rilanciare la razza del Segugio Italiano nelle varietà a pelo raso e forte è di “Indicare – come riporta in un apposito capitolo il libro L’ENCI E LA SUA GENTE, scritto a quattro mani da Rodolfo Grassi e Abele Barbati – caratteristiche e difetti del segugio con parole che potessero essere immagine del cane perfetto. Occorreva una revisione critica che contenesse conferme e nuovi risultati nella selezione  Lo standard è l’immagine di un segugio che rispecchia  i tempi  e si inserisce nell’armonia della caccia più antica continuando ad essere “il cane più ingenuo” come lo definì lo stesso presidente Mario Quadri. 

E’ estremamente interessante soffermarsi su alcuni passaggi chiave del lavoro del Prof. Giuseppe Solaro che qualche noto segugista di ieri e di oggi definì “solo un bravo disegnatore”. 

Ad esempio, per quanto riguarda il mantello del segugio italiano, il Solaro scrisse che nelle due varietà(a pelo raso e a pelo forte)il nostro segugio non differisce che nella qualità del pelo. Nel pelo raso deve essere denso e lucente, liscio in modo uniforme, fine, raso, tanto sulla testa che sull’orecchia, su tronco, arti e coda. La sua tessitura è vite. Nelle varietà a pelo raso possono riscontrarsi rari peli ruvidi sparsi sul tronco e sul muso, ma anche sugli arti; tali peli ruvidi, il più delle volte isolati, non costituiscono difetti quanto che denotano infusioni di sangue della varietà a pelo forte, infusione non solo non vietata ma consigliabile dato che la razza è unica e si divide in due varietà solamente per la natura del pelo. Nella varietà a pelo forte, il pelo è ruvido tanto sulla testa come sulle orecchie, sul tronco , sugli arti e sulla coda. La lunghezza dei peli sul tronco non dovrebbe oltrepassare i 5 centimetri. I peli sulla testa, sulle orecchie e sul muso sono in generale meno ruvidi che sul tronco e sulle labbra; la sua lunghezza costituisce la cosiddetta barba. I peli sulle arcate sopracciliari  devono avere una lunghezza limitata da non coprire e cadere sugli occhi. 

La ricchezza dei particolari è una delle note più caratteristiche della descrizione del soggetto ideale proposto dal Solaro. 

Quanto ai colori del manto, sono ammessi il fulvo unicolore in tutte le sue gradazioni, dal rosso-fulvo carico al rosso sbiadito; il nero fuocato.  Le focature  devono avere la loro sede sul muso, sulle sopracciglia , sul petto, sugli arti(dal carpo al piede e dal tarso al piede), sul perineo: oggi la stragrande maggioranza dei nero fuocati di marca francese hanno solo i “quattrocchi” e una flebile focatura a livello dei piedi(sic!!!!). Il fulvo può portare del bianco sul muso e sul cranio; la stella sul petto, sul collo, sui metacarpi e metatarsi, sui piedi, sulla punta della coda. Però il bianco non è desiderabile  e meno vene è e meglio è.  Il nero fuocato può portare la stella bianca  al petto e in tal caso viene chiamato tricolore. Non è ammesso il colore marrone.

Altro capitolo di assoluta importanza è quello che riguarda la pelle che deve essere aderente al corpo in ogni sua regione; deve essere sottile  e fine: nel manto a pelo forte la pelle è più spessa. Il collo è esente da giogaia come pure la testa non deve presentare rughe. Il pigmento delle mucose, delle clerose, delle unghie  e delle suole dei cuscinetti digitali plantari deve essere assolutamente nero. Il pigmento sul palato non è prescritto ma costituisce sempre una qualità.

Basta applicare queste ultime indicazioni sulla pelle per bocciare almeno 7 soggetti su 10; non importa poi, soprattutto in occasione di grandi eventi, che dietro le quinte i proprietari di una bella fetta di segugi siano costretti a trasformarsi in truccatori armati di matite da trucco o di pennarelli neri indelebili. Quanto all’abbondanza di cute e del suo spessore è sotto gli occhi di tutti ma chi non vuol vedere……..

Lo standard griffato Solaro è stata la base di appoggio per arrivare nel 1974 alla nomina di una commissione ENCI, composta dagli esperti giudici Paolino Ciceri, Enrico Faja e Mario Quadri, che ebbe il compito di fare risaltare le diverse caratteristiche  di tipo, di struttura morfologica, di caratteristiche e doti morali sufficienti per fare risaltare la differenza sostanziale tra il segugio italiano a pelo raso e quello a pelo forte. Fu così che nacquero due standard morfologici.

Dall’esame della testa la Commissione rilevò la differenza di espressività determinata da un occhio vivace, rigoglioso, un cesello sottorbitale molto più marcato rispetto al pelo forte dall’occhio molto espressivo ma con un’espressione assorta, meno vivace, improntata tristezza, capace però di mettere in risalto l’aspetto di un cane riflessivo, ponderato.

Oggi, forse perché il nuovo che avanza non mastica la materia come i personaggi cinofili sopraccitati, per giustificare una chiara sconfitta nella selezione del segugio italiano sia a pelo raso che a pelo forte(purtroppo in chiaro declino come evidenziano le iscrizioni al ROI), si vuole cambiare lo standard: le razze francesi utilizzate per i ripetuti rinsanguamenti hanno già i loro standard. E quelli dei due segugi italiani sono già più che permissivi. I veri appassionati del segugio italiano chiedono rispetto!!!!!