LA MONTAGNA TEATRO PRINCIPE DEI SEGUGI

Le corali canizze dei nostri segugi alla seguita della lepre sono esaltate dagli habitat irripetibili del nostro Trentino dove tutto sa d’incanto, di magia, di bellezza. Così l’arte della caccia coi segugi tocca vette inarrivabili facendo palpitare forte il cuore degli appassionati

Il Segugio Italiano (tutti i segugi classici) dev’essere, prima di tutto, intelligente per garantire una cacciata di livello. La potenza, la finezza di naso non è sufficiente ad assicurare sicuri riscontri perchè è fondamentale che un buon segugio  sia in grado di utilizzare il proprio naso in modo adeguato per il successo della cacciata. Paolino Ciceri, grande cinofilo e cacciatore, giudice eccelso, rifondatore del Bracco Italiano, sosteneva che il bravo segugio deve essere dotato di un olfatto utile e quindi efficace. Il fondatore della Pro Segugio Mario Quadri: “Un cane intelligente anche se meno dotato di naso sa meglio utilizzare le emanazioni. La finezza di naso utile è quella che consente, che permette l’inseguimento”. La grande finezza di naso porta il nostro segugio ad “ubriacarsi” della traccia se non abbinata ad altrettanta intelligenza. Su un terreno difficile può accadere  che la traccia svanisca. Il bravo segugio può risolvere il fallo allargando la cerca più in avanti o indietro. Solo il cane intelligente, di grande iniziativa, è capace di questo; mentre il cane di grande naso ma di poco cervello crede solo alle sue potenzialità di olfatto: e di fronte ad un ostacolo per lui insormontabile abbandonerà la traccia per cercarne una più facile. Una valutazione che riguarda l’accostamento ma soprattutto la seguita. Infatti, questi segugi non riusciranno mai a forzare la lepre. Se la muta non incalza la lepre, questa prende vantaggio e mette in azione una molteplicità di astuzie capaci di ingannare i cani. E se la lepre precede di molto i cani  la traccia si raffredda e diventa sempre meno percettibile dalla muta che è costretta a rallentare invece che accelerare l’andatura per raggiungere la lepre. Quindi, l’andatura dei nostri segugi in seguita dipende  dall’olfatto e dal metodo di cacciare, dall’intelligenza dei nostri ausiliari. La voce esalta la seguita: nulla è più emozionante di una canizza armonica con voci sonore e vibranti. Ovviamente nella muta  sono da bandire i cani troppo abbaioni e quelli muti. I nostri segugi per fornire un grande spettacolo devono essere dotati di forza, robustezza, velocità e resistenza. Tutti i segugi della muta devono avanzare con la stessa andatura: anche a questo serve la selezione. 

La vera muta non deve essere composta da un ottimo soggetto e da un gruppo di comprimari che hanno solo il compito di confermare le indicazioni del cane di punta. La muta deve essere formata da soggetti completi che abbiano specifiche propensioni alla specialità. Nella nostra razza è improbabile avere mute composte da segugi specialisti, che sanno solo compiere una parte delle quattro fasi della cacciata. Ovviamente, i componenti la muta devono saper marcare, segnare la traccia anche in condizioni climatiche e di terreno non favorevoli. Il marcatore con propensione alla specialità è il segugio di centro arretrato: un soggetto attento, dotato di buon naso ed intelligenza che avanza con perizia sul terreno che richiama all’ordine i compagni di muta che hanno saltato la passata.

Un altro ruolo fondamentale in muta è quello del regista avanzato, quel segugio suggeritore che sta dietro ai cani di punta. Quel cane abile nel risalire la traccia notturna, nel risolvere i falli di accostamento. In mezzo e a lato di questi ci sono i segugi che danno forza e sostanza alla muta soprattutto nella fase di cerca anche fuori dall’usta. Le punte avanzate sono gli scovatori-inseguitori. Spesso il grande scovatore è anche un eccellente inseguitore.  Ma deve anche possedere la capacità di risolvere i falli della seguita: il rimettitore. 

Tutto questo deve essere impreziosito dalla voce che deve esaltare e tradurre il lavoro dei nostri cani. Ogni singolo soggetto deve evidenziare il momento, l’attimo, la situazione della cacciata.

Anche l’aspetto fisico espresso in omogeneità di muta ha la sua importanza perchè i soggetti impegnati nella cacciata devono essere in grado di sopportare lo stesso carico atletico soprattutto nella fase di seguita. 

Per arrivare a tanto  bisogna operare con umiltà, con tanta passione e competenza, senza farsi abbattere se i risultati tardano a venire. La costanza prima o poi verrà premiata. La muta è come un mosaico e va costruita pezzo per pezzo senza cadere in tentazioni. 

Il Segugio Italiano dev’essere valutato sia da fermo che in movimento. Le qualità psico-fisiche del segugio si traducono nello stile di razza e nel metodo di lavoro. Ogni razza di segugi ha il suo stile che è evidenziato nello standard di lavoro. 

Per classicismo si intende cercare per prima cosa la passata notturna della lepre: il segugio deve incrociare il terreno di caccia indagando con meticolosità ogni angolo o spazio dove la lepre può aver lasciato l’usta nel suo peregrinare prima di andare al covo. Il tutto con grande attenzione mantenendo un contatto diretto col canettiere responsabile primo del percorso della cacciata nella prima fase. 

Rinvenuta la passata notturna i nostri segugi devono seguirla con fedeltà, pur considerando le difficoltà climatiche e ambientali che spesso sono la causa principale del fallo. Qui i nostri segugi devono mostrare sagacia, iniziativa, intelligenza nel “riannodare” la passata. Nei pressi del covo, il segugio di grande qualità deve mostrare di saper leggere le doppie e motivare la presenza della lepre nelle immediate vicinanze. 

Dopo lo scovo, la seguita deve essere sicura, spigliata e incalzante. Un coro di voci espressive non una accozzaglia di cani eccitati, chiacchieroni. I falli di accostamento sono freddi: più o meno persistenti a seconda del meteo, delle temperature, del terreno e della sua vegetazione; più persistenti dei falli di seguita che sono più intensi ma volatili. I falli di accostamento lasciano molto tempo ai cani per la loro soluzione mentre quelli della seguita devono essere superati nel breve per consentire alla nostra muta(singolo o coppia)di incalzare la lepre in fuga. 

Lo stile in cinotecnia è il modo inconfondibile di compiere una determinata funzione. Lo stile è la tipica e singolare caratteristica dell’animus cioè le qualità psichiche e fisiologiche che devono essere in perfetta concordanza con la struttura morfologica. Non è altro che la risultante della struttura anatomica rispondente al tipo, in perfetta armonia con le doti psichiche e fisiologiche. Più questa armonia è esaltata e più lo stile di una razza emerge. 

Lo stile è fondamentale nella valutazione di un segugio, del Segugio Italiano in particolare, perché riassume la razza.