CONOSCERE IL NOSTRO SEGUGIO

Molti, troppi segugisti non conoscono il proprio cane, la razza allevata o utilizzata nella caccia alla lepre. Purtroppo la maggioranza dei cacciatori col cane da seguita è allergica alla lettura. Per diffondere la conoscenza del Segugio Italiano fulvo a pelo raso ho organizzato negli ultimi 45 anni alcune edizioni dei Raduni Nazionali, prove nazionali e internazionali su lepre, dibattiti e convegni sull’evoluzione della nostra amata razza; ho scritto un libro sui 50 anni di vita associativa della Pro Segugio; ho collaborato e collaboro con le più significative riviste specializzate di cinofilia segugistico-venatoria: purtroppo, il cacciatore col segugio non legge o si limita a leggere il titolo e i risultati di un concorso o di una verifica zootecnica. Molti vogliono restare nel proprio mondo senza aprirsi al dibattito, al confronto per migliorare le proprie conoscenze, i cani del proprio canile. Se parli del lessico del segugista cadono dalle nuvole. Senza cultura non si va da nessuna parte ed anche il carniere di una giornata fortunata non ha senso se non è l’atto finale di una bella storia.

Per chi si vuole avvicinare al nostro mondo, per chi ama il Segugio Italiano fulvo a pelo raso ecco alcune parole chiave per intraprendere l’usta della lepre che porta al covo. 

Partendo dalla lettera A, facendo tesoro delle parole e degli scritti del maestro Mario Quadri, la prima parola magica è ABBAIONE: è quel segugio che abbaia a vuoto ed in continuazione senza mai variare il tono, il timbro, il ritmo del suo “latrare” privo di segnificato e in continuità. Segugi che fanno schiamazzo sia che abbiano rilevato o meno la traccia della lepre; privo di un senso, che possa consentire a chi ascolta da lontano di capire se i segugi sono in accostamento o in seguita; se scagnano il compagno di coppia o di muta. 

ALLUNGO : è riferito al segugio che nella fase di cerca allargasul terreno per incontrare l’usta della lepre nella pastura. Si tratta di un’azione di grande pregio se contenuta in certi limiti. Da penalizzare se il segugio tende ad andare fuori mano dal suo conduttore o dai colleghi di muta.

ATTACCARE : è l’azione che dà il via alla caccia alla lepre.

BASTARDO : è il termine utilizzato per indicare quei cani che derivano da incroci indefiniti senza la minima parvenza nei soggetti in questione di una qualsiasi razza di cani da seguita.

BOSCHETTATORE : si riferisce a quel segugio che arrivato alle doppie della lepre fruga boschi e cespugli per cercare di scovare. E’ il metodo utilizzato da segugi con poca razza alle spalle: di quei segugi bastardi che tagliano le fasi di accostamento per andare a cercare il buono nelle immediate vicinanze della lepre.

CACCHERELLI : sono le fatte della lepre; rotonde quelle della femmina, ovalizzate con punta finale per i maschi.

CAMBIO : è il difetto di quei segugi che nella seguita cambiano lepre o mammifero di altra specie o peggio distratti da altra pastura. Grande pregio possedere segugi che rifiutano il cambio. 

CARATTERE: si intende l’insieme delle disposizioni psichiche e delle qualità naturali proprie della razza, del Segugio Italiano fulvo a pelo raso nello specifico, che distinguono  le particolarità di comportamento del nostro ausiliare.

CESELLO : si tratta della regione sottorbitale ossea, i cui rilievi sono paragonabili  alle incisioni su metallo operate da un cesellatore con uno scalpello di diverse dimensioni. Un rilievo che sottolinea la distinzione, l’espressione del SEGUGIO Italiano fulvo a pelo raso.

CONDUTTORE : è chi conduce i cani nella caccia alla lepre.  Ma anche il termine con cui si evidenzia quel segugio spigliato nella fase di accostamento.