IL MOVIMENTO DI CODA E LA RAZZA

La caccia col Segugio Italiano fulvo a pelo raso assurge ad arte quando ogni singola componente concorre ad esaltare il risultato finale: la selezione. In natura nulla è lasciato al caso. Anche per questo certe lepri di fine stagione le scovano solo segugi di eccelsa qualità. 

Un segugio, una coppia, una muta di segugi si distingue per l’insieme armonico delle voci, per tono e timbro, nel rapporto voce-movimenti di coda. A mio avviso, infatti, i veri Segugi Italiani parlano con la voce e si “esprimono” con il movimento di coda. In giornate particolarmente difficili per sentore, terreno e condizioni climatiche, arrivano addirittura a “parlare” con la sola coda. Nel Segugio Italiano, in particolare, i movimenti della coda dicono dove siamo rispetto al covo della lepre, se il nostro ausiliario ha più o meno difficoltà nell’avanzare sull’usta della lepre. 

Scovata l’orecchiona, la coda cessa di trasmettere emozioni e si comporta come quella di altri cani, come il pointer o il setter, funzionando da timone nella  seguita. 

Tornando alla fase di attacco e di accostamento, il Segugio Italiano fulvo a pelo raso  appena entra in emanazione  manifesta l’incontro, la passata della lepre, con movimenti di coda inizialmente rotatori e poi laterali. Movimenti che aumentano proporzionalmente all’intensità del sentore. Prima, il segugio mena di coda; e, solo dopo aver messo a fuoco l’usta, inizia ad emettere la voce. 

Capita spesso di vedere segugi nati in Italia ma frutto di incrocio con razze francesi dare voce in modo eccessivo già alla sciolta. Per cui, il rapporto voce-movimento di coda sulla passata di lepre non è mai nel rispetto dello standard di lavoro della nostra razza. 

Certi passaggi difficili, che esaltano i cultori della nostra amata razza, sono sottolineati dal vero Segugio Italiano con accenni di coda che riassumono la riflessione del cane in tempo reale. In questa fase la voce è solo accennata, lamentosa, nervosa. Risolto il fallo di accostamento la voce diventa vivace e gioiosa, squillante, decisa, mentre i movimenti di coda diventano armonici, laterali fino a “frustare” i fianchi e il costato. 

Il modo specifico del “dare di coda” è unico, fondamentale nel contesto selettivo della nostra razza. 

Certi silenzi “parlano” da soli e conferiscono alla cacciata un vero e proprio valore aggiunto. Altrimenti è solo, tanto, schiamazzo.